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venerdì 3 giugno 2022

Walter Girardi, Una voce al cuore

 Sono sempre stata un'amante della poesia. Amo Montale non meno di Yeats, la struggente lucidità di Emily Dickinson mi ha accompagnata nelle vicende della vita insieme al ritmo tachicardico di Milton.

Leggere la poesia italiana oggi, quella viva e corrente, può condurre a delusioni brucianti. Fra le molte voci che si levano, poche producono quel suono limpido che la migliore poesia evoca nel lettore, quella sensazione di vedere espresso, in poche parole azzeccate, qualcosa che vive nei cuori di tutti gli umani.

Quando ho conosciuto Walter Girardi come autore, quella sensazione meravigliosa è sgorgata in modo naturale dalla pagina.

Le parole che usa sono semplici, prive di ogni eccesso e autocompiacimento.

Sono le parole che potrebbe capire un bambino, usate in immagini perfettamente illuminate.

Non c'è nulla di barocco nella silloge di Walter: c'è anzi quel togliere che porta alla luce i concetti e i sentimenti come uno scalpello affilato, fino a renderli visibili agli occhi.

La musicalità dei suoi testi non nasconde nessun tranello. È gratuita e fresca come il suono del vento.

Con il grande coraggio che serve ad un autore per scrivere senza mai nascondersi dietro alle proprie parole, credo che Walter Girardi sia degno di essere letto, conosciuto e ricordato.

Non perché la sua opera abbia bisogno di lettori, ma perché molti lettori trarrebbero un grande vantaggio dalla sua opera.





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