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domenica 23 novembre 2025

Adiacentia - Arianna Paju -

 



"Adiacentia è una raccolta di racconti che si intrecciano come vite parallele, sospese tra il reale e l’immaginario, tra il mondo dei vivi e quello dei morti." Dice la sinossi sulla pagina di Amazon.

E sapete cosa? Non rende nemmeno lontanamente l'idea di quello con cui abbiamo a che fare. 

Arianna Paju definisce il suo libro "strano". È così che me ne ha parlato quando mi ha chiesto se volessi leggerlo. Io rifletto da due giorni su quale parola usare per scrivere questo post, ma ancora non ne vengo a capo.

Abbiamo Matti, che riceve una diagnosi di Parkinson che già temeva, perché la malattia è nella sua famiglia da generazioni.
Abbiamo Aria, una fanciulla dai capelli rossi di schultziana memoria, che impara con fatica e coraggio come si "vive" da morti.
E abbiamo Vilma, preda del dolore dell' abbandono, che abbraccia la propria rabbia e il proprio dolore.
Il filo vivo e pulsante che li unisce porta chi legge a restare in attesa della prossima pagina con vera fame.

La trama è fresca, niente minestra riscaldata. Una struttura solida, in cui i denti affondano e trovano vera "ciccia" di ritmo, personaggi ben strutturati, avvenimenti coerenti.
Il ritmo è ottimo. Una giusta passo che accompagna il lettore senza sfiancarlo nonostante la densità di situazioni ed eventi narrati.

Se la qualità di una storia può essere valutata dalla sua capacità di scatenare il "devo" (come dice lo zio Steven), cioè di fare scattare in chi legge il pensiero di dover sapere come finirà, allora Adiacentia è una grande storia.

L'ho amata dalla prima all'ultima pagina e quando l'ho finita avrei voluto averne ancora.

Tre buoni motivi per leggere questo libro:
- una visione dell' aldilà affascinante e non. scontata 
- vi farà venire voglia di leggere ancora, perfetto per i momenti di "blocco del lettore"
- dovete assolutamente conoscere Vilma








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