Quando ho raccolto i testi di autrici donne per l'attuale lista di lettura l'ho fatto, come sempre, al buio. Non so mai cosa sto per leggere e questo fa parte dell'emozione, del gioco con me stessa. Apro la porta e mi trovo in un mondo nuovo, inatteso.
Negli ultimi giorni ho aperto uno dei libri nella lista e mi sono subito resa conto che per me recensirlo sarebbe stato un vuoto esercizio di scrittura, la scheda libro che la mia compianta professoressa delle scuole medie pretendeva per ogni singola lettura. Il testo era ben scritto, ben curato, ma non faceva per me.
Ci sono cose che non possono essere forzate o cambiate negli esseri umani e una di queste è il gusto personale, o meglio, la risposta personale all'arte.
Non so voi, ma io personalmente ho delle reazioni piuttosto viscerali alle opere d'arte in generale e alle opere scritte in particolare. Credo sia soprattutto perché la scrittura è per me il Mezzo (come Irene Adler era la Donna per Holmes): io penso per storie, ricordo per storie e l'approccio alle storie è sempre fonte di una grande risposta emotiva.
Per questo motivo quando leggo un libro, sia esso un best seller di fama internazionale o la bozza di un amico, non pretendo mai di dare un giudizio obiettivo.
Certo, sono in grado di dire se il testo è scritto bene o ci sono evidenti errori nella sintassi o nella trama, ma il suo intrinseco valore artistico è qualcosa su cui non mi pronuncio. C'è troppo di me nella mia reazione. Sarebbe ingiusto.
Ho quindi contattato l'autrice, che con estremo garbo mi ha compresa e ha concordato con me che, probabilmente, ciò che avrei potuto scrivere in una condizione del genere non avrebbe aggiunto nulla al percorso di quel particolare libro.
Sia chiaro, lo ribadisco: il libro in questione era assolutamente valido, solo non rientrava nelle mie corde come lettrice.
Così come ho ritenuto giusto parlarvi dello stop causato dal mio scontro con un'autrice anni fa, scrivo dunque queste righe per ingraziare dal cuore chi ha usato tanta empatia e tanta discrezione da permettermi di seguire quello che credo sia il mio percorso di lettrice.
Alcuni autori non si limitano a scrivere belle storie, le creano anche nella loro vita.
Grazie.
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