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domenica 23 novembre 2025
Adiacentia - Arianna Paju -
giovedì 20 novembre 2025
Del perché dei tre anni di pausa di "vene d'inchiostro"
Questo blog viene letto in media da 20 - 50 persone per post. Nel mio caso, quindi, i venti lettori di manzoniana memoria non sono un artificio per captare la benevolenza di un pubblico rarefatto ed ironico, ma una cruda realtà che, però, a me non dispiace. L'intimità che si crea in un piccolo gruppo mi concede una sincerità che, forse, mi metterebbe in imbarazzo davanti a numeri più imponenti.
Voglio quindi raccontarvi, miei venti amatissimi amici, del motivo di questi tre anni e passa di stop.
Dovete sapere che leggere è sempre stato per me un modo per venire a patti con gli spigoli e le scoloriture della vita di tutti i giorni. Ogni libro, ogni racconto, un'uscita di emergenza da una realtà che non sempre è facile tollerare.
Ho sempre letto tanto, quasi in modo compulsivo. Scrivo, anche. Romanzi, per lo più, ma anche racconti.
Così iniziare a scrivere di libri è stato per me un passaggio non solo naturale, ma anche pieno di gioia e aspettativa. Volevo (e voglio) parlare agli altri amanti delle storie di quei piccoli tesori che scopro. Libri che non hanno ancora raggiunto la fama, ma funzionano egregiamente come porta per uscire dalla realtà.
Ho iniziato con questo spirito, fischiettando, e tutto è andato meravigliosamente bene finché non ho recensito il libro di un'autrice emergente in particolare.
Chiariamo subito le cose: il suo libro non mi era piaciuto. Per questo ho fatto ciò che faccio sempre in questi casi: ho cercato d parlarne nel modo più obiettivo possibile, parlando della struttura del testo e degli autori che mi ricordava di più. Del resto, non è detto che ciò che non piace a me sia brutto. I gusti, in fatto di arte, sono quanto di più soggettivo si possa pensare.
Ecco, questa persona quando ha letto la mia recensione è stata presa da ira funesta. Lo dico con grande sincerità, mi ha colta completamente di sorpresa. Ho letto e riletto quella recensione almeno venti volte senza mai trovare la causa scatenante della sua reazione.
Mi ha accusata di non aver capito il suo libro. Poi di non averlo letto. Poi di essere incapace di comprendere il senso di un testo. Infine di essere in cattiva fede e di stare perseguendo il mio interesse (non chiedo nè ho mai chiesto denaro e quali siano gli introiti di un blog da venti lettori potete immaginarlo senza grande sforzo).
Così ho smesso. Non di leggere, quello mai, ma di parlare di ciò che leggevo.
Mi sono rifugiata nei grandi autori che leggo fin da ragazzina, quelli morti da tempo, quelli che non mi avrebbero accusata di niente.
Mi sono chiusa.
"E adesso, Monica? Cos'è cambiato?" Mi chiederete voi, guardandomi con grandi occhi incuriositi.
Niente. Le persone orribili continuano ad essere orribili, i libri continuano ad essere meravigliosi e internet è sempre un porto franco.
Ma io ho tre anni in più e ho deciso che se dovesse ricapitare qualcosa del genere ne parlerò pubblicamente e non mi farò fermare.
Rinunciare a qualcosa che si ama, in questo mondo spigoloso e incolore, è un sacrificio che si può sopportare solo per le cause più elevate.
martedì 18 novembre 2025
Claudia Antro' - le sorprese della rete -
"Lingua che scotta
- lievi senza essere inconsistenti
- mai banali
- oneste e prive di manierismi
L.E.I. - Grazia Buscaglia -
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